Suggerimenti di Termoidraulica

Perché dal climatizzatore non esce aria calda?

climatizzatore inverno

Capita spesso in pieno inverno, magari proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno e durante le ore più fredde della giornata, che il nostro amato condizionatore ci abbandoni e non scaldi più l’ambiente.

Niente panico.

In questo articolo ti spiego le cause che possono impedire al tuo climatizzatore di funzionare in modo corretto e di produrre aria calda, e i rimedi per risolvere velocemente il problema.

Il freddo e le temperature sotto lo zero, la modalità impostata, la mancanza di refrigerante o di gas, sono solo alcuni fattori che possono determinare il malfunzionamento del tuo dispositivo.

Ricorda sempre che la corretta manutenzione e il controllo periodico del climatizzatore ti aiuteranno a evitare guasti, problemi e ad assicurare una lunga vita al tuo apparecchio, oltre a farti risparmiare sugli interventi d’emergenza da parte di un tecnico.

Il climatizzatore non fornisce aria calda: attiva il programma Heat

Prima di tutto per permettere al climatizzatore di produrre aria calda occorre attivare la funzione Heat dal telecomando.

Accendi l’apparecchio, premi il tasto “Mode” sul telecomando e seleziona il programma “Heat”. Infine imposta la temperatura, da 16° C a 30° C, secondo le tue esigenze.

Il condizionatore non produce aria calda: cosa fare se la causa è il freddo

Come funziona un condizionatore? Il climatizzatore per produrre aria calda prende il calore dall’esterno attraverso lo scambiatore, in questo modo può compiere il cosiddetto “ciclo frigorifero” e buttare aria calda dentro la stanza da riscaldare.

Per prelevare il calore dall’esterno, lo scambiatore deve raggiungere una temperatura più bassa di quella esterna.

Se le temperature sono davvero rigide, sulla serpentina dello scambiatore può formarsi del ghiaccio che può fare da tappo. Va da sé che più farà freddo, più la temperatura dello scambiatore sarà bassa e più aumenterà la probabilità che la serpentina si ghiacci e che il condizionatore faccia fatica a prelevare il calore dall’esterno. Il climatizzatore in questo caso impiegherà molto più tempo a compiere il “ciclo frigorifero” e quindi a riscaldare l’ambiente.

Quando questo accade il condizionatore si ferma e funziona al contrario, ovvero inverte il “ciclo frigorifero” e attiva la funzione “sbrinamento”, cercando di scaldare lo scambiatore esterno e sciogliere il ghiaccio della serpentina.

Dopo circa 10 minuti il tuo condizionatore dovrebbe riprendere a funzionare correttamente, ma qualora fosse necessario, ripeterà la funzione sbrinamento all’occorrenza.

Se noti che il problema persiste e se dal tuo climatizzatore non esce aria calda rivolgiti a un tecnico specializzato.

Il climatizzatore non produce aria calda: mancanza di gas o perdita di refrigerante?

I motivi per il quale il tuo condizionatore non fa aria calda possono essere legati alla mancanza di gas oppure alla perdita di refrigerante, nel caso di quest’ultima ipotesi noterai sul muro delle macchie di muffa in corrispondenza dello split (l’unità interna del condizionatore).

In entrambe i casi hai bisogno di un professionista: in caso di mancanza di gas per la manutezione ordinaria, nel caso in cui vi sia una perdita di refrigerante, invece, un tecnico interverrà per riparare l’apparecchio.

Il condizionatore non fa aria calda: le altre cause

Vediamo insieme le altre possibili cause del malfunzionamento del climatizzatore, oltre a quelle elencate in precedenza.

– Il termostato: se la temperatura impostata non è inferiore almeno di 2°C a quella dell’ambiente, il condizionatore entra in modalità ventilazione.

– La modalità impostata: se il dispositivo è in modalità auto cambierà automaticamente il programma.

– La pulizia dei filtri: può essere un’altra causa del malfunzionamento dell’apparecchio, puliscili almeno ogni 2 settimane, la pulizia del condizionatore è importantissima.

– La dispersione di calore: finestre o porte aperte possono causare il mancato riscaldamento dell’ambiente.

– L’installazione: questa deve essere stata effettuata in modo corretto, rispettando la giusta distanza tra split e unità esterna.

– Se il condizionatore è appena stato acceso attendi almeno 3 minuti, affinché la ventola si metta in funzione e il dispositivo si riscaldi.

– Il condensatore: potrebbe essere guasto e da sostituire, questo problema si manifesta attraverso il motore che funziona a intermittenza.

– Un guasto al motore: richiede l’intervento di un tecnico per la riparazione o la sostituzione.

– Ostacoli davanti alle entrate dell’aria, sia in quella interna che in quella esterna: controlla che non vi siano oggetti posizionati davanti o addirittura incastrati negli sbocchi dell’aria del condizionatore.

Se hai bisogno di un professionista che risolva qualsiasi problema relativo al tuo condizionatore rivolgiti al Pronto Intervento Idraulico Roma e Provincia.

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Come riparare un termosifone che perde acqua?

L’impianto di riscaldamento più diffuso nelle nostre case è sicuramente quello con i termosifoni: comodo, conveniente e pratico.

Tuttavia, soprattutto durante la stagione invernale, quella dove quotidianamente utilizziamo il riscaldamento, si possono verificare dei piccoli problemi: i termosifoni non si scaldano, rimangono freddi in basso oppure perdono acqua.

In questo articolo analizzeremo l’ultimo caso elencato, e ti spiegherò come riparare un termosifone che sgocciola con il metodo fai da te.

E’ un problema abbastanza semplice da risolvere, se sei pratico di lavori in casa, e non troppo costoso.

La cosa più importante per evitare guasti ed avere un impianto di riscaldamento pulito e funzionante al 100%, è quello di affidarsi a un tecnico per effettuare periodicamente la manutenzione ordinaria, se necessiti di assistenza per i tuoi termosifoni rivolgiti a un professionista del settore!

Il termosifone perde acqua: le cause

Se ti sei accorto che sul pavimento, vicino al calorifero è presente dell’acqua, significa che il tuo termosifone perde, ora è il momento di scoprire dove è localizzato il guasto.

Le alternative sono varie: la valvola di sfiato, il tappo, il detentore, la manopola, la valvola manuale di intercetto, oppure un tubo spaccato o una crepa nel radiatore stesso.

Le ultime cause sono sicuramente le più serie e richiedono l’intervento di un tecnico per essere riparate, le prime invece si possono aggiustare anche con il fai da te.

Che le cause siano più o meno serie, è importante intervenire rapidamente per evitare ulteriori danni e costi di riparazione. Le perdite d’acqua possono infiltrarsi nel pavimento, creare allagamenti, rovinare il parquet o le piastrelle o formare muffa sui muri.

Inoltre l’impianto di riscaldamento a causa della perdita acqua può risultare molto meno efficiente e di conseguenza occorrerà tenerlo acceso per più tempo, facendo aumentare l’importo delle bollette.

Termosifone che sgocciola: come ripararlo?

Una volta localizzata la perdita d’acqua nel tuo termosifone, occorre chiudere l’acqua del radiatore stringendo bene la manopola di chiusura detta anche valvola manuale di intercetto, spegnere la caldaia e possibilmente mettere un recipiente per l’acqua sotto il calorifero.

Per riparare il guasto avrai bisogno di: una chiave a pappagallo o inglese, una chiave a brugola, un cacciavite, guarnizioni, stoppa di canapa o nastro isolante, un panno per assorbire l’acqua, un recipiente capiente e i ricambi a seconda della parte interessata dal guasto.

Ora vediamo che rimedi adottare per riparare il guasto, a seconda della zona del radiatore interessata dalla perdita.

Il termosifone perde acqua: il bullone dietro la manopola non è ben stretto

Se il termosifone perde in prossimità dell’attacco al tubo di mandata del collettore, stringi bene il bullone posizionato prima della manopola di chiusura, ovvero la valvola manuale di intercetto.

Il termosifone sgocciola: la valvola di sfiato perde

Una volta chiuso e fatto raffreddare il termosifone, apri la valvola di sfiato e libera il termosifone da eventuali bolle d’aria presenti al suo interno, che fanno salire la pressione dell’acqua e causano perdite.

Smonta il bullone con una chiave inglese e controlla che la guarnizione non sia rotta o usurata e siano presenti e intatti i materiali isolanti, in caso contrario provvedi a sostituire la guarnizione e i materiali isolanti (teflon o stoppa di canapa).

Se è l’intera valvola di sfiato a essere rotta, sostituiscila con una nuova.

La valvola di chiusura del termosifone perde

Se è la valvola di chiusura a perdere, con il cacciavite allenta la vite di fissaggio della manopola e metti una nuova guarnizione, oppure sostituisci direttamente la valvola mettendo del nastro Teflon o della stoppa di canapa bagnata come isolanti.

Il detentore del radiatore perde acqua

Il detentore è posizionato nella parte bassa del calorifero, è come un piccolo rubinetto con sopra un tappo/cappuccio in plastica. Se hai notato che la perdita è localizzata in questo punto, stringi con una chiave inglese o a pappagallo:

  • Il bullone di raccordo con il tubo di ritorno, ovvero l’attacco al sistema di riscaldamento;
  • Il bullone di raccordo con il termosifone.

Nel caso in cui il detentore sia rotto sostituiscilo con uno nuovo e avvitalo bene, utilizzando anche la stoppa o il teflon per isolare.

Se continui a riscontrare problemi con l’impianto di riscaldamento e il termosifone continua a perdere acqua, chiama subito il Pronto Intervento Idraulico Roma!

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Come funziona la caldaia idrosonica?

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La caldaia idrosonica è un apparecchio innovativo che ti permetterà di risparmiare sui consumi e rispettare l’ambiente, perché non ha bisogno di combustibili fossili per funzionare.

Questa caldaia di nuova generazione utilizza il principio fisico della sonoluminescenza, fenomeno nel quale l’energia sonora viene trasformata in luce. Il dispositivo è alimentato dall’energia elettrica ed è capace di riscaldare l’acqua in modo istantaneo anche a temperature elevatissime, tutto questo ad un prezzo abbastanza accessibile.

Come è fatta una caldaia idrosonica?

L’acqua all’interno della caldaia idrosonica viene investita da ultrasuoni che formano delle microbolle, che collassano a temperature elevate emettendo un flash, una luce.

Il dispositivo è composto da:

– Un motore metallico forato.

– Un cilindro statore, dalla superficie ruvida, che gira dentro il motore metallico.

Questi due componenti sono posizionati a distanza parecchio ravvicinata, vengono alimentati elettricamente dal calore della sonoluminescenza e dall’agitazione termica molecolare.

Quali sono i vantaggi della caldaia idrosonica?

I vantaggi dell’installazione di una caldaia idrosonica sono molteplici:

Il primo vantaggio riguarda l’installazione, questa caldaia può infatti essere installata in qualsiasi zona dell’abitazione e non è neccessaria alcuna preparazione preventiva dell’ impianto di riscaldamento, di quello idrico o energetico.

Il secondo vantaggio è sicuramente quello ecologico, questo dispositivo non ha bisogno di bruciare combustibili fossili per funzionare, utilizza solamente l’acqua, di conseguenza non avremo nessuna emissione di fumi e anidride carbonica nell’ambiente.

Il terzo vantaggio, assolutamente da non sottovalutare, è la bassa formazione di calcare all’interno dell’apparecchio. Questo porta di conseguenza a guasti e blocchi meno frequenti, a una manutenzione meno assidua rispetto a una normale caldaia e di conseguenza a cambiare meno i componenti interni, perché meno residui di calcare vi sono, più a lungo durerà la caldaia e gli elementi che la compongono.

Quali sono i prezzi e i consumi di una caldaia idrosonica?

Il prezzo per una caldaia idrosonica si aggira intorno ai 7000 euro, nonostante sia più costosa rispetto a una caldaia tradizionale, ammortizzerai il costo della caldaia idrosonica nel tempo.

Installando una caldaia idrosonica risparmierai sui consumi, visto che la resa è sempre ottimale anche a basse temperature e risparmierai anche sulla costante manutenzione e sui controlli annuali obbligatori.

Inoltre il risparmio sta anche nell’installazione: rispetto alle altre caldaie questo apparecchio non richiede la presenza della canna fumaria, perché non emette fumi nell’atmosfera e può essere installata in qualsiasi luogo della casa.

L’efficienza energetica di una caldaia idrosonica è pari al 150%, il consumo di energia elettrica e quindi di Kilowatt è di molto inferiore se la paragoniamo a una classica caldaia elettrica.

Il costo annuale di una caldaia elettrica è pari a 3.670 euro di media per un consumo di 14.117 Kw, mentre la caldaia idrosonica costa 1.248 euro all’anno e consuma 4.800 Kw.

Il risparmio economico è quindi ridotto di circa un terzo rispetto a una normale caldaia.

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Questa nuova tecnologia si sta diffondendo sempre di più, ma come abbiamo visto i vantaggi dell’installazione di una caldaia idrosonica sono davvero tanti: il risparmio energetico e l’impatto zero sull’ambiente sono quelli principali.

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Metto a tua completa disposizione tutta la mia esperienza, maturata in anni e anni di lavoro, per offrirti ogni tipo di servizio idraulico e termoidraulico e per installare in pochissimo tempo una caldaia idrosonica a casa tua!

Raggiungo ogni zona di Roma e Provincia in 30 minuti per risolvere ogni tipo di problema idraulico, ordinario o d’emergenza.

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Perché la caldaia perde acqua?

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Problemi di pressione dell’acqua, usura e scarsa manutenzione possono causare perdite d’acqua da alcuni elementi della caldaia.
In questo articolo ti parlerò della cause e delle possibili soluzioni da adottare se la tua caldaia perde acqua e non funziona in modo corretto.

Occorre intervenire immediatamente per risolvere il problema, se la caldaia perde acqua chiama subito un tecnico specializzato, oppure se sei pratico con le riparazioni fai da te, puoi controllare alcuni elementi della caldaia e intervenire sul guasto.

LA CALDAIA PERDE ACQUA: CAUSE E RIMEDI

Per verificare subito la causa della perdita d’acqua controlla se questo succede a caldaia spenta o accesa, il luogo esatto della perdita e il livello della pressione.

– Una delle cause più comuni della perdita d’acqua della caldaia è la valvola di sicurezza, essa serve per abbassare e controllare il livello della pressione della caldaia.
Il valore della pressione deve essere impostato su 1,5 bar: se la pressione è troppo alta la valvola di sfogo scaricherà l’acqua per far sì che la pressione si abbassi, facendo fuoriuscire una grande quantità d’acqua per evitare danni ben più seri.
Per rimediare al problema occorre abbassare la pressione dell’acqua aprendo la valvola di sfiato dei termosifoni e facendo fuoriuscire un po’ d’acqua eliminando anche eventuali bolle d’aria, in questo modo il valore della pressione scenderà.

Se il valore della pressione è regolato correttamente su 1,5 bar allora la perdita può provenire da un tubo o un raccordo o da una guarnizione o usura degli elementi interni.
Prima di mettere le mani su questi componenti chiudi il rubinetto principale dell’acqua e spegni la caldaia.

– Nel caso di una perdita da un raccordo puoi cambiare la guarnizione usurata con una nuova e assicurarti che il collegamento sia ben saldo e non allentato. Se invece è un tubo a perdere smontalo e sostituiscilo con uno nuovo.
Rivolgiti a un idraulico professionista per sostituire i componenti danneggiati e rimontarli nel modo più corretto.

– Se la perdita proviene da un elemento interno come la serpentina, lo scambiatore o la pompa questo problema può essere causato dall’usura di essi o dalle guarnizioni, i componenti interni della caldaia possono infatti danneggiarsi per via delle: temperature molto elevate che si raggiungono all’interno del dispositivo; incrostazioni e depositi di calcare e ruggine.

Per risolvere il problema occorre sostituire la guarnizione o sostituire uno dei componenti danneggiati che causano la perdita d’acqua, anche in questo caso il mio consiglio è quello di rivolgerti a personale esperto e qualificato.

Ricorda sempre che puoi evitare gran parte di questi problemi chiamando un tecnico che effettui la manutenzione annuale dell’apparecchio, questo eviterà danni gravi alla caldaia, farà durare più a lungo il tuo dispositivo ed eviterà aumenti sui consumi dovuti al suo malfunzionamento.

Il Pronto Intervento Idraulico Roma opera in tutta la città e in tutta la Provincia, offre interventi ordinari o d’urgenza per la tua caldaia:

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Il termosifone rimane freddo in basso, cosa fare?

Le cause e i rimedi per evitare un problema molto diffuso e fastidioso, come quello dei termosifoni che non si scaldano completamente.
Se il termosifone rimane freddo nella parte bassa o non si scalda in modo omogeneo i fattori possono essere molteplici, vediamo insieme in questo articolo quelli più ricorrenti.

Il riscaldamento domestico a caloriferi è sicuramente il sistema più diffuso nelle nostre case, anche se negli ultimi tempi si sta diffondendo anche il riscaldamento a pavimento un impianto nuovo, tecnologico e più efficiente dal punto di vista energetico.

Se hai dimestichezza con il fai da te in questo articolo ti guiderò alla manutenzione dei tuoi termosifoni, se invece preferisci affidarti a un tecnico, rivolgiti a un professionista qualificato ed esperto per la manutenzione o riparazione dei tuoi termosifoni!

Termosifone freddo in basso e caldo sopra e viceversa, quando bisogna intervenire?

Se i caloriferi rimangono caldi solo a metà, ovvero se la parte bassa è calda e quella alta è fredda non è preoccupante, significa che una volta raggiunta la temperatura precedentemente impostata, la caldaia inizia a fornire meno energia all’impianto di riscaldamento.
Il problema sorge quando la parte alta si riscalda e la parte bassa del termosifone rimane fredda.

Il termosifone non si scalda completamente e rimane freddo in basso: le cause

Se il termosifone non si scalda omogeneamente le cause possono essere tante, vediamole insieme.

– La presenza di bolle d’aria.

– Il termosifone posizionato male, su una parete umida o vicino a una finestra non correttamente isolata.

– L’abitazione non è ben isolata ed è presente una grande dispersione termica.

– L’accumulo di sporco nella parte bassa del termosifone che blocca il flusso dell’acqua calda a tutte le colonne del calorifero. Questo problema porterà a non avere un ambiente sufficientemente caldo e a far aumentare i consumi, perché dovrai tenere il riscaldamento acceso più ore per riuscire a scaldare tutta la casa.

Quali soluzioni adottare se il termosifone rimane freddo in basso?

Se il termosifone rimane freddo in basso segui queste indicazioni, ma prima di tutto controlla queste 3 cose:

1. Controlla di avere acceso il timer del riscaldamento domestico.

2. Verifica che la temperatura sia corretta, intorno ai 60° C e attendi circa 30 minuti per assicurarti che il riscaldamento e la caldaia funzionino.

3. Controlla che la pressione dell’acqua della caldaia sia intorno ai 2 bar, se è al di sopra ti basterà farla scendere aprendo il rubinetto apposito, posto al di sotto della caldaia.

Ora procedi con la parte più importante, quella di sfiatare il termosifone. Un’altra causa infatti può essere la presenza di bolle d’aria all’interno che impediscono all’acqua calda di raggiungere tutte le colonne del radiatore.

Come si sfiata un termosifone?

– Prendi un recipiente per contenere l’acqua e un panno per asciugare eventuali schizzi d’acqua, ora apri delicatamente il rubinetto di sfiato del termosifone girando la piccola valvola posta in alto, solitamente a sinistra, fai uscire un po’ d’acqua e l’eventuale aria da ogni termosifone della casa.

Nel caso di un’abitazione dove è presente una grande dispersione termica o nel caso in cui il termosifone sia posizionato su una parete molto umida o presso zone della casa non isolate termicamente, una soluzione può essere quella di installare un pannello termoriflettente da posizionare dietro al radiatore, per limitare la dispersione di calore.

In caso di accumulo di sporcizia invece, se sei pratico puoi smontare e pulire il termosifone, oppure chiama un idraulico che possa eseguire il lavoro al meglio e con professionalità eseguendo, qualora sia necessario, un lavaggio dell’impianto di riscaldamento.

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Risparmiare usando i pannelli termoriflettenti

Siamo ormai arrivati al periodo più freddo dell’anno, non possiamo di certo fare a meno del riscaldamento nelle nostre case. Spesso però troviamo difficile riscaldare al 100% la nostra abitazione, pur tenendo i termosifoni accesi a lungo e pur avendo caldaie o stufe nuove e perfettamente funzionanti.

Gran parte della colpa risiede nell’isolamento termico della casa e negli infissi, le pareti esterne della casa sono sempre più umide e fredde se non correttamente coibentate.

Anche la posizione del termosifone non è un elemento trascurabile, nei vecchi sistemi si tendeva a installarli sotto le finestre e sui muri che davavo all’esterno, ovvero dove la dispersione di calore è più elevata, in questo modo una buona parte del calore però viene disperso e assorbito dalle pareti fredde. Questo porta inevitabilmente a tenere acceso più a lungo il riscaldamento e quindi a far aumentare le spese e i consumi.

Un rimedio efficace (ma soprattutto economico!) al problema può essere proprio quello di installare dei pannelli termoriflettenti.

COSA SONO I PANNELLI TERMORIFLETTENTI?

I pannelli termoriflettenti sono dei fogli in polietilene con un rivestimento in alluminio spessi dai 3 agli 8 mm, vengono collocati nell’intercapedine tra il termosifone e il muro proteggendolo, riflettono il calore che altrimenti verrebbe assorbito dalla parete e portato verso l’esterno, proiettando il caldo emesso dal radiatore verso l’interno.

I pannelli termoriflettenti migliorano la resa del termosifone del 10%, funzionano anche a basse temperature e costano davvero poco: circa 6-8 euro al mq per il modello standard.

Sono ignifughi, termoresistenti e il materiale con cui vengono realizzati, il polietilene è uno dei migliori isolanti economici presenti oggi sul mercato, inoltre sono modellabili e sagomabili con grande facilità.

Esistono sul mercato diversi modelli di riflettori termici, più o meno spessi a seconda delle esigenze, in diversi materiali come la schiuma di poliuretano e con goffrature particolari che ne aumentano la resa.

COME CREARE UN PANNELLO TERMORIFLETTENTE FAI DA TE

Acquistare un pannello termoriflettente è davvero un rimedio efficace per aumentare la resa del riscaldamento della tua casa e risparmiare sui consumi, il costo di questo materiale è davvero economico.

Se vuoi comunque cimentarti nella creazione di un pannello termoriflettente fai da te segui questi semplici passi:

– Prendi del cartone non troppo spesso e dell’alluminio per cucina.

– Taglia il cartone in modo preciso, della stessa misura del termosifone o alcuni centimetri più piccolo, facendo in modo che il pannello termoriflettente fatto in casa sia perfettamente nascosto dal termosifone.

Assicurati che lo spessore del cartone non superi quello dell’intercapedine tra la parete e il radiatore.

– Prendi della colla spray incolla l’alluminio al cartone in modo preciso.

– Infila nell’intercapedine il tuo pannello termoriflettente e utilizza il nastro biadesivo per farlo aderire alla parete.

Se non sei pratico del fai da te non preoccuparti, chiama il miglior tecnico idraulico di Roma e Provincia per installare a casa tua i pannelli termoriflettenti!

Riduci la dispersione di calore nella tua abitazione.

– Goditi il tepore e il caldo nel comfort di casa tua.

Risparmia sulle bollette.

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Manutenzione del riscaldamento a pavimento: consigli e soluzioni

Il riscaldamento a pavimento o a pannelli radianti funziona attraverso il principio dell’irraggiamento distribuendo il calore in modo omogeneo fino al soffitto.Il risparmio energetico è notevole rispetto al classico impianto di riscaldamento con i termosifoni il cui calore si concentra prevalentemente accanto ai caloriferi.

Questo sistema innovativo necessita di poca manutenzione, infatti solo periodicamente e se strettamente necessario occorre fare il lavaggio dei tubi per liberarli da eventuale presenza di calcare o fanghi.

Per effettuare la manutenzione del tuo impianto di riscaldamento a pavimento richiedi sempre l’aiuto di personale esperto: il Pronto Intervento Idraulico Roma è il num.1 in tutta Roma e Provincia per servizi di termoidraulica, assistenza, installazione e manutenzione del tuo impianto di riscaldamento a pavimento.

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I nostri tecnici idraulici metteranno a tua completa disposizione tutta la loro esperienza e professionalità ottenuta in tantissimi anni di lavoro sul campo e i migliori strumenti presenti sul mercato per risolvere ogni tipo di problema.

QUANDO E COME FARE LA MANUTENZIONE DEL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO

Occorre effettuare la manutenzione del riscaldamento a pannelli radianti solo quando si riscontrano problemi di funzionamento del sistema, ovvero quando le prestazioni del riscaldamento sono peggiori rispetto al solito.

Questo sistema è formato da tubazioni a serpentina all’interno delle quali scorre l’acqua calda d’inverno e l’acqua fredda d’estate, i problemi relativi a questo tipo di impianto riguardano le perdite d’acqua e i pannelli radianti stessi che essendo sul pavimento possono rovinarsi.

Non si incappa spesso in problemi simili, perché i materiali utilizzati durano a lungo, sono molto resistenti e difficilmente si guastano, soprattutto se l’impianto è effettuato a regola d’arte da parte di tecnici idraulici specializzati.

La perdite d’acqua si manifestano presso le scatole che contengono i collettori, tuttavia i tubi sono immersi nel massetto quindi difficilmente avremo fenomeni di allagamento del pavimento.

In caso di perdite, un esperto del settore provvederà a individuare la zona interessata dal guasto attraverso una termografia a infrarossi, questo permetterà di intervenire sulla singola zona ed eviterà di dover distruggere tutto il pavimento.

Inoltre l’acqua con il passare degli anni può andare a corrodere o incrostare i tubi con il calcare, benché i materiali siano resistenti ti consigliamo di effettuare periodicamente un trattamento della acque, affinché il tuo sistema di riscaldamento a pavimento funzioni sempre al 100%.

MANUTENZIONE RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: CHIAMA IL PRONTO INTERVENTO IDRAULICO ROMA

Per avere un impianto sempre nuovo ed efficiente al 100% è buona regola ogni 2/3 anni effettuare un ricambio totale dell’acqua che circola all’interno dei tubi del riscaldamento a pavimento, per evitare depositi e accumuli di fanghi e calcare che determinano la causa del malfunzionamento dell’impianto.

Una volta analizzati Ph e durezza dell’acqua che circola all’interno delle tubazioni, si procederà con la pulizia dell’impianto. Per evitare l’accumulo e la formazione di calcare e alghe si utilizza dell’acqua addolcita addizionata a sostanze chimiche apposite, altre soluzioni chimiche vengono usate per eliminare i fanghi presenti nell’acqua.

Rivolgiti sempre ai migliori specialisti nel settore termoidraulico per effettuare la pulizia e la manutenzione del tuo impianto di riscaldamento a pavimento.

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Perchè effettuare il lavaggio dell’impianto di riscaldamento?

Il lavaggio degli impianti di riscaldamento risolve i problemi legati alla circolazione dell’acqua all’interno dei termosifoni come presenza di aria, rumori o radiatori che non scaldano bene o non scaldano affatto.

Tutti questi problemi portano irrimediabilmente ad aumentare quindi i costi sulle bollette, perché si tenderà a tenere acceso più a lungo un riscaldamento malfunzionante e che non regala il giusto comfort.

Dopo aver effettuato il lavaggio al tuo impianto di riscaldamento avrai un impianto come nuovo, funzionante al 100% e otterrai un notevole risparmio energetico.

HAI BISOGNO DI EFFETTUARE IL LAVAGGIO DEL TUO IMPIANTO DI RISCALDAMENTO?

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I PROBLEMI PIU’ COMUNI CHE IL LAVAGGIO DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO TI AIUTA A RISOLVERE

Gorgoglii e rumori provenienti dalla caldaia, termosifoni che rimangono freddi in basso o che non si scaldano proprio e la presenza di acqua sporca all’interno del sistema di riscaldamento sono i problemi più comuni che possiamo riscontrare.

Una corretta e adeguata manutenzione aiuta a prevenire corrosioni e incrostazioni che possono andare a danneggiare gravemente alcuni elementi dell’impianto di riscaldamento, richiedendone addirittura la sostituzione, andando in questo modo a gravare sulle spese.

Ma veniamo ora ai problemi causati dall’acqua che può diventare corrosiva e dannosa se non effettuiamo periodicamente un buon lavaggio dell’impianto.

All’interno dell’impianto di riscaldamento oltre all’acqua spesso si rileva la presenza di impurità solide tipo sabbia e sali disciolti che possono accumularsi e andare a corrodere e danneggiare le tubature, non permettere all’acqua di fluire correttamente all’interno dei radiatori e quindi non garantire l’efficienza e il correttofunzionamento dell’impianto di riscaldamento.
Il bicarbonato di calcio e il magnesio contenuti nell’acqua calda si trasformano in carbonato di calcio che non sciogliendosi in acqua causa incrostazioni, inoltre produce anidride carbonica che corrode il metallo. Le impurità solide presenti nell’acqua, come ad esempio dei piccoli granelli di sabbia, vanno a corrodere il metallo.
Incrostazioni e depositi di materiali solidi causano rumori, gorgoglii e non permettono ai termosifoni di scaldarsi in modo corretto e omogeneo e possono arrivare anche a bloccare del tutto la circolazione dell’acqua.
Se l’impianto è nuovo si andrà ad utilizzare per obbligo di legge un inibitore di corrosione, ovvero una soluzione chimica che andrà a formare una patina che protegge il metallo non acora ossidato dall’azione corrosiva dell’acqua.
Se l’impianto di riscaldamento è vecchio invece, prima di procedere con l’inibitore di corrosione si andrà ad effettuare un lavaggio, per renderlo come nuovo.

COME EFFETTUARE IL LAVAGGIO DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO

Il lavaggio degli impianti di riscaldamento si effettua attraverso delle sostanze chimiche che sciolgono l’ossidazione dei metalli e tengono in sospensione i fanghi formatisi all’interno dei tubi.
Il lavaggio si può svolgere aggiungendo queste sostanze chimiche direttamente all’interno dell’impianto, dopo aver effettuato il risciacquo iniziale. Una volta introdotta si deve far agire la soluzione per un paio di giorni, scaricare, risciacquare e infine procedere con l’inibitore di corrosione prima di far ripartire l’impianto.
Il secondo metodo invece prevede l’utilizza della pompa esterna, apposita per il lavaggio degli impianti di riscaldamento dopo il solito risciaquo iniziale si farà circolare la soluzione chimica attraverso la pompa per circa 6 ore. Una volta effettuato il lavaggio si procederà con il risciacquo e con l’inibitore di corrosione.
Questo metodo non solo è più veloce del precedente ma è anche più efficace, la pompa infatti riesce a rimuovere anche le incrostazioni e i depositi più ostinati e difficili da raggiungere.

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Una buona manutenzione del tuo impianto di riscaldamento, l’utilizzo dell’inibitore di corrosione e un lavaggio periodico aiuteranno il tuo impianto ad essere sempre efficiente e a funzionare correttamente, garantendo un grande risparmio energetico ed evitando danni gravi che innalzano le spese di manutenzione e assistenza straordinaria.

Se necessiti di un idraulico professionista per effettuare il lavaggio del tuo impianto di riscaldamento chiama o chiedi un preventivo gratuito al numero 389 245 6452!

Un tecnico specializzato in soli 30 minuti raggiunge ogni zona di Roma e Provincia per risolvere ogni problema legato al tuo impianto di riscaldamento con la massima professionalità ed esperienza.
Idraulico Roma è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24!

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Termosifoni: quale materiale scegliere tra ghisa, alluminio e acciaio?

I termosifoni sono presenti quasi in tutte le case, fanno parte del sistema di riscaldamento più diffuso, emanano calore attraverso l’acqua calda che scorre al loro interno tramite una caldaia, un termocamino o altri generatori di calore.
Ultimamente sul mercato sono stati introdotti materiali più innovativi rispetto ai vecchi termosifoni in ghisa, ad esempio quelli in alluminio e acciaio, ma quale materiale è più adatto alle tue esigenze?

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I TERMOSIFONI IN GHISA: PRO E CONTRO

I termosifoni in ghisa sono i primi radiatori apparsi sul mercato, la ghisa è un materiale robusto e difficilmente soggetto a corrosione ma al tempo stesso pesante e costoso. I radiatori in ghisa inoltre sono soggetti alla formazione di ruggine, per questo motivo occorre ritinteggiarli periodicamente.
Causano un aumento dei consumi perché impiegano un po’ di tempo per riscaldarsi, occorre quindi accenderli molto tempo prima per raggiungere il clima ideale dentro l’abitazione, ma il calore rimane all’interno a lungo anche una volta spento l’impianto di riscaldamento.

I TERMOSIFONI IN ALLUMINIO: VANTAGGI E SVANTAGGI

I termosifoni in alluminio sono quelli più economici e diffusi sul mercato.
Riscaldano velocemente gli ambienti ma, una volta spenti non trattengono il calore per molto tempo, necessitano quindi che la caldaia, il termocamino e qualsiasi generatore di calore rimanga acceso per molte ore, aumentando così la spesa sui consumi.
I termosifoni in alluminio sono più leggeri rispetto a quelli in ghisa, esistono vari modelli e si installano facilmente.
Infine necessitano di manutenzione e controlli periodici, il pH dell’acqua può infatti corrodere l’alluminio creando danni all’apparecchio, per questo motivo bisognerà utilizzare i cosiddetti inibitori di corrosione, che sono soluzioni a base di sostanze chimiche che creano una patina all’interno dei radiatori per proteggere i metalli.
Se l’impianto è obsoleto bisogna rivolgersi a un idraulico professionista che effettuerà un lavaggio professionale dell’impianto di riscaldamento prima di addizionare l’acqua con l’inibitore di corrosione.

I TERMOSIFONI IN ACCIAIO: DESIGN E RISPARMIO ENERGETICO

I radiatori in acciaio sono ormai sempre più diffusi per vari motivi: offrono una vasta gamma di modelli, colori ecc. e sono diventati un vero e proprio elemento d’arredo nelle nostre case.
Costano di più rispetto alla ghisa e all’alluminio ma permettono un risparmio energetico non indifferente: hanno un sistema di riscaldamento a irraggiamento, si scaldano velocemente lungo tutta la loro superficie in modo omogeneo e trattengono a lungo il calore, a differenza dell’alluminio.
Rendono bene anche a basse temperature e con impianti moderni come il riscaldamento a pavimento o la caldaia a condensazione.
Sono leggeri ma allo stesso tempo robusti e resistenti, durano a lungo e non sono facilemente soggetti a corrosione.
Gli svantaggi sono prevalentemente due:

1- Sono adatti per il bagno e nelle stanze più piccole dell’abitazione, ma meno adatti per riscaldare grandi ambienti come saloni e cucine open space.

2- Non sono modulabili e componibili, ovvero non si possono aggiungere parti e singoli elementi come per quelli in ghisa e alluminio, bisogna quindi prendere bene le misure prima di acquistarli.

IDRAULICO ROMA: INSTALLAZIONE, MANUTENZIONE, ASSISTENZA TERMOSIFONI IN GHISA, ACCIAIO E ALLUMINIO

Il Pronto Intervento Idraulico Roma offre assistenza e manutenzione per qualsiasi tipo di impianto di riscaldamento in ghisa, alluminio o acciaio. Il migliore professionista del settore in tutta Roma e provincia è specializzato nell’installazione di qualsiasi tipo di impianto di riscaldamento per la tua abitazione, è attivo H24 e 7 giorni su 7.
Se hai bisogno di un idraulico specializzato per il tuo impianto termoidraulico chiama subito il numero: 389 245 6452!

Il termosifone non si scalda: cosa fare?

Con l’arrivo del freddo cominciamo a riutilizzare gli impianti di riscaldamento che durante la bella stagione non ci sono serviti: acqua calda, caldaia, termosifoni, stufe a pellet ecc. cominciano a tornare i protagonisti indispensabili della stagione invernale, grazie a loro possiamo avere una temperatura confortevole all’interno delle nostre case.

Protagonisti indiscussi nel 90% delle nostre case sono i termosifoni, quando con i primi freddi li accendiamo possiamo notare che alcuni caloriferi della casa non si scaldino abbastanza o rimangano addirittura freddi.

Cosa devi fare se i termosifoni non si scaldano?

Di seguito elencheremo le principali cause e le soluzioni fai da te, se non ti senti sicuro di intervenire correttamente sul tuo impianto termoidraulico ti consiglio di chiamare subito un buon idraulico che risolva il problema in modo semplice e veloce.

IL TERMOSIFONE NON SI SCALDA?

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PERCHE’ IL TERMOSIFONE NON SI SCALDA? CAUSE E SOLUZIONI FAI DA TE

Vediamo insieme le tre principali cause che possono determinare il malfunzionamento del vostro termosifone:

– Pressione della caldaia, controlla il barometro della caldaia e accertati che l’ago sia posizionato tra 1 e 2 Bar se è a meno di 1 Bar la pressione è insufficiente, basterà girare di pochissimo l’apposito rubinetto per farla salire.

Se invece l’ago segna più di 2 Bar fai scendere leggermente la pressione aprendo la valvola di un termosifone e svuota un po’ d’acqua dentro un contenitore.

– Termosifoni sporchi all’interno, se il calorifero è sporco l’acqua non scorre facilmente al suo interno. In questo caso devi spurgare il tubo di ritorno, quello posto al di sotto del termosifone, chiudi la manopola e sposta il termosifone, prendi un recipiente abbastanza capiente e fai uscire lentamente l’acqua e lo sporco dal tubo di ritorno, una volta liberato il tubo rimontalo e riapri le valvole.

Se quest’operazione non dovesse bastare per togliere tutto lo sporco all’interno, allora dovrai smontare il radiatore ed effettuare la pulizia con una canna dell’acqua per pulirlo bene e a fondo, ovviamente questo procedimento va fatto all’aperto, in giardino ecc.

Ultimo consiglio utile è quello di non coprire i termosifoni con panni, tende ecc. affinché l’apparecchio possa emanare il massimo del calore.

– Bolle d’aria, questa è di solito la causa principale del malfunzionamento dei caloriferi. Prima di tutto prendi un contenitore capiente per non bagnare il pavimento e proteggi il muro da eventuali residui presenti dentro l’apparecchio.

Per verificare che siano presenti o meno delle bolle d’aria all’interno del termosifone bisognerà aprire la valvola di sfiato, se ci sono bolle d’aria non uscirà acqua ma solo aria, appena comincerà ad uscire l’acqua richiudi subito la valvola. Il problema dovrebbe essere risolto, quindi aspetta che il termosifone si scaldi per bene e in modo omogeneo.

Nel caso in cui il problema non si risolva affidati a un idraulico specializzato, ricorda sempre che il controllo e la manutenzione periodica del tuo impianto di riscaldamento eviterà tutti questi fastidiosi problemi e ridurrà le spese relative agli interventi urgenti.

SE IL TERMOSIFONE NON SI SCALDA CHIAMA IL PRONTO INTERVENTO IDRAULICO ROMA

Per ogni tipo di assistenza e manutenzione del sistema di riscaldamento a Roma e Provincia rivolgiti al Pronto Intervento Idraulico Roma, un professionista specializzato in termoidraulica risolverà tutti i tuoi problemi!

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